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KIZOMBA

ZOUK, LAMBA-ZOUK & KIZOMBA

ZOUK, LAMBA-ZOUK & KIZOMBA (solo una moda o voglia di sperimentare qualcosa di diverso?)

Lo Zouk, al pari della salsa, è una musica che ha una forte componente africana, pur arrivando in realtà dai Caraibi, in particolare dalle Antille Francesi: ovvero Guadalupe e Martinica.

Oggi è molto popolare in Brasile, in Francia e in alcuni paesi africani come Capo Verde, Mozambico e soprattutto Angola (dove sono nati ritmi similari, appartenenti alla stessa famiglia come, ad esempio, kizomba, semba, kuduro e terraxinha).

 

Come ci riporta l’interessantissimo sito www.zouk.it (creato dal prezioso amico Enrico Vallini, grande esperto e conoscitore di questo genere):

Lo zouk ha ricevuto influenze dal Merengue della Repubblica Dominicana, dalla Bomba di Portorico, dalla Rumba di Cuba, dalla Cadence di Haiti, dal Reggae della Jamaica, dalla Beguine delle Antille Francesi e dal Calipso e dalla Soca di Trinidad e Tobago.

Lo Zouk è esploso nel 1982 grazie soprattutto all’opera di diffusione del gruppo Kassav. Così il produttore ed arrangiatore Desvarieux  ci racconta la sua evoluzione: “Quando suonavamo ci accorgevamo che la musica africana era più elaborata a livello ritmico, ma non aveva molta armonia. Suonando anche musica europea e musica popolare francese, siamo riusciti a creare un tipo di sonorità fondendo  i ritmi della “Musica Nera” e l’armonia della “Musica Bianca”. E’ stato naturale che questa mescolanza nascesse in Guadalupa e Martinica ideale punto di incontro tra Africa ed Europa.”

Zouk in dialetto creolo significa festa, party. Zouker significa di conseguenza ballare.

Negli anni ’80-’90 andavano di  moda due differenti stili.: mentre in Martinica si preferiva il più romantico e lento “Zouk Love”, in Guadalupa amavano quello più duro, più veloce: lo “Zouk Beton” o “Chirè”.

Gli abitanti delle Antille francesi ballano lo Zouk Love come il nostro mitico “Ballo del Mattone”. Si abbraccia il/la partner e ci si muove con un movimento dell’anca piuttosto accentuato. Lo Zouk Beton o Chirè, che è più veloce, invece si può ballare come un Merengue relativamente veloce.

 

In Brasile lo zouk ha dato vita ad una variante chiamata lamba-zouk. Interessante quello che scrive l’insegnante baiana Evie Souto a proposito della sua evoluzione:

Esiste oggi una forma ben brasiliana di ballare di coppia. Una forma sensuale, fluida, piena di giri e di abbracci che avviene al suono di diverse sonorità che si denominano genericamente zouk. Nelgli anni ’80 in Brasile sorse la lambada. Come musica fu il frutto di una mistura di sonorità nordestine e caraibiche. Come danza sembra che derivi dai “Carimbò”, manifestazioni popolariche si tenevano negli anni della colonia. Nell’arrivare nella regione nordestina, ricevette l’influenza del forrò e sulla sabbia delle spiagge di Porto Seguro conquistò nativi e turisti sia brasiliani che stranieri.

Nel 1987 diventò un fenomeno mondiale con la nascita del gruppo Kaoma. Però già nel 1992 la sua produzione musicale entrò in estinzione, con un funerale simbolico decretato a Rio de Janeiro dai dee jay dell’epoca. Nel frattempo i “lambadeiros” sfidarono queste previsioni funebri e cercarono altre sonorità per continuare a danzare. Lo zouk fu lo stile musicale che meglio si prestò per ballare lambada.

Ma alla fine qual’è il nome corretto: zouk, lambada o lamba-zouk? Come direbbe Shakespeare: “Che cos’è un semplice nome? Quella che chiamano rosa, con un altro nome non avrebbe lo stesso profumo?” Pertanto più che il nome è importante che si continui a mantenere viva questa manifestazione popolare della cultura brasiliana...”

 

Nel ballare lo zouk, i brasiliani alternano roventi corpo a corpo con delle figurazioni che sono anche tipiche di altri balli popolari come, ad esempio, il forrò estilizado. La caratteristica di questo ballo è proprio l’alternanza fra corpo a corpo e figure. 

 

Negli ultimi anni, qui in Italia, sta riscuotendo un certo successo la kizomba angolana, che pur nelle sue diverse forme espressive, come ballo ricorda in qualche modo il bachatango (non a caso qualcuno lo ha anche soprannominato tango africano). E’ un fenomeno che sta esplodendo soprattutto al nord dove non a caso sono più numerosi gli appassionati di bachata.

 

In realtà  zouk, lamba-zouk e  kizomba non sono fenomeni del tutto nuovi. A Roma serate di zouk esistono fin dagli anni ’90. Già all’epoca esisteva un locale, il Safari, gestito da due pionieri di questo genere: gli africani Ousti ed il suo fratello dee jay: Desirè.

La comunità capoverdiana poi a Roma è particolarmente forte e da tantissimi anni propone delle serate zoukere in cui a suonare sono spesso delle vere e proprie star di questo genere.

Da segnalare poi che a Terni, grazie al’opera di Fernando Bum Bum ed a Michela Vernati, sono parecchi anni che si balla lo zouk.

Nel 1998, proprio insieme ad Oustì ed il brasiliano Marco Aurelio Arcanjo, organizzamo al Marron Glacè di Roma una serata denominata “Il Brasile incontra l’Africa” con l’intento di mescolare le sonorità  dello zouk con quelle del forrò brasiliano, ma la serata fu un fiasco totale.

Chissà, forse i tempi ancora non erano maturi! Adesso invece il vento sta cambiando: il pubblico è in cerca di novità e di nuove emozioni e sono sempre più sia gli allievi che i maestri che guardano con interesse a questi balli (anche per compensare al calo degli iscritti ai corsi di salsa)

 

Riusciranno zouk, lamba-zouk e kizomba a conquistare il cuore dei salseri?

Cominciamo col dire che oggi è la  kizomba quella che sembra aver fatto più proseliti tra gli amanti del ballo. Ci sarebbe, a questo punto, da interrogarsi sui motivi. Sicuramente mentre la Kizomba si basa soprattutto sul corpo al corpo, il lamba-zouk è molto più elaborato e prevede sicuramente una agilità e delle attitudini di partenza maggiori. Ma non è detto che, quando la gente si stancherà di ballare abbracciati per l’intero brano, ci possano essere delle inversioni di tendenza.

In ogni caso credo che difficilmente questi generi riusciranno a conquistare i salseri più radicali (che già sono sul piede di guerra) ma è possibile, come sta già succedendo in molte discoteche del nord Italia, che in futuro diverranno una alternativa della bachata (piuttosto che della salsa).

 

Il pericolo vero è che una volta entrati nelle nostre scuole e nelle nostre piste da ballo questi balli subiranno dei veri e propri stravolgimenti, allontanandosi (così come già successo con la salsa) da quello che in realtà succede nei paesi di origine (che al momento, stranamente, nessun appassionato sente il bisogno di visitare).

L’altro pericolo è che fiutando l’affare molti insegnanti (che magari fino a ieri nemmeno ne sospettavano l’esistenza) si butteranno su questi generi sperando di incrementare la loro schiera di allievi.

E così in futuro ci toccherà magari leggere degli annunci (nemmeno tanto ironici) del tipo:

La kizomba non la sappiamo ballare, ma ve la insegniamo lo stesso!!!” 🙁

About Stefano Bognolo

Titolare Lasestereo latin web radio

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