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INSEGNARE

TUTTI HANNO DIRITTO AD INSEGNARE?

Puntualmente ad ogni nuovo anno accademico si levano cori di protesta e voci scandalizzate contro il proliferare di maestri senza arte né parte, o di scuole improvvisate spesso non in regola.
Ogni anno è così, ed anche questo 2016, nonostante la crisi che regna nel mondo del ballo, vede la nascita di nuovi maestri ed assiste all’apertura di nuovi corsi che propongono le discipline più fantasiose e deliranti.
Passata la sbornia delle lezioni dimostrative, le voci però si acquietano ed al motto “così fan tutti” le polemiche finiscono in soffitta, in attesa di riapparire l’anno successivo.
Per quanto mi riguarda, da tempo mi sono messo l’anima in pace in quanto convinto che i primi a non volere delle regole o a darsi un codice etico sono proprio gli insegnanti, molti dei quali non hanno e non avrebbero nessun interesse ad una vera regolamentazione del mestiere del maestro di ballo.
D’altra parte la nostra Costituzione parla chiaro: “L’arte è libera e libera ne è l’insegnamento” per cui nulla possiamo fare, a meno di non stabilire una autoregolamentazione che però non arriverà mai, proprio perché siamo noi maestri (la maggior parte dei quali ha già un altro lavoro) a non volerla.
Il vero problema secondo me è però un altro: molte volte ci ostiniamo a non capire che un allievo non sceglie un maestro in base alla sua bravura, alla sua competenza ed alla sua capacità ma in base a dei criteri personali che alle volte sfuggono ad ogni apparente logica.
Se infatti l’allievo puntasse alla QUALITA’ allora non ci sarebbe bisogno di nessuna auto-regolamentazione, di nessun Diploma o di nessuna certificazione rilasciata da parte di qualche Federazione od organo competente. Basterebbe solo fare bene il proprio lavoro, offrendo un servizio altamente professionale in grado di sbaragliare qualsiasi concorrenza.
Purtroppo però non è così perché la maggior parte degli allievi non basa la sua scelta su un criterio di QUALITA’. Anzi, alle volte il maestro troppo bravo spaventa un certo tipo di pubblico che in realtà più che un maestro è alla ricerca di un FACILITATORE.
Soggiornando a lungo a a Puerto Rico, ho potuto osservare che questo fenomeno succede persino lì in quella che è tornata ad essere la culla della SALSA. Se è vero che la maggior parte dei portoricani non frequenta una scuola di ballo, è pur vero che chi lo fa non necessariamente sceglie il maestro che universalmente è riconosciuto il migliore della piazza (come magari fanno quegli italiani più motivati che vanno nell’Isla del Encanto appunto per migliorarsi).
Non a caso anche a Puerto Rico sono molti che protestano contro la proliferazione di maestri, sebbene, molte volte, il più scarso di loro e sicuramente più preparato rispetto a qualcuno dei nostri (se non altro sa cos’è una conga, una clave o un bongò)
Alla fine, se andiamo a ben vedere, la colpa non è tanto di quei temerari che si mettono ad insegnare senza avere i requisiti necessari. No, la colpa è dei loro allievi che (ed in questo mettetevi anche voi l’anima in pace) mai e poi si sceglierebbero un maestro bravo, proprio perché non hanno nessuna voglia di imparare seriamente.
Chissà, magari cercano solo una legittima e comprensibile maniera per riempire un vuoto affettivo o di passione e statene pur certi che una volta riempito, con molta probabilità, smetteranno di ballare…
Per cui continuate a fare il vostro mestiere con passione, senza vendere la vostra dignità nella paura di non trovare più allievi per i vostri corsi. Forse la QUALITA’ non sempre paga, ma state certi che la COERENZA spesso premia coloro che non hanno paura di andare controcorrente…

About Stefano Bognolo

Titolare Lasestereo latin web radio

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