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Omara Portuondo

Parlare di Omara Portuondo è naturale per tutti i cubani, come respirare, camminare e vivere. La sua voce ci ha accompagnato per decenni facendoci provare diversi sentimenti strettamente legati alle emozioni e ai momenti speciali della nostra vita.

E’ stata la cantante preferita da mia madre e per questo è presente nei ricordi, penso ai miei genitori, e rimango sempre e comunque sorpreso del suo stile che definisco unico.

Forse proprio per questo mi piace la sua compagnia. Quando ho avuto la possibilità di intervistarla, ti fa sentire bene e cancella con un sorriso quella certa distanza che si potrebbe percepire.

Giovedì 13 febbraio presso la Sala Chaplin, centro culturale del cinema habanero, sarà esposto “Omara: Cuba” un documentario del produttore Lester Hamlet, personaggio importante della cinematografia  nazionale che ha una sensibilità artistica che ci commuove e ci affascina. Questo documentario non ha fatto eccezione.

Basandosi sulla testimonianza di altri grandi personaggi della cultura cubana, entriamo nella vita di Omara, dalla sua nascita ai giorni nostri. Andiamo a scoprire, così, i suoi antenati, i suoi figli e la ragione per la quale, quando morirà, si sentirà cubana come ha detto in una delle sue più famose canzoni.

Profonde riflessioni vengono offerte dallo storico cubano Eusebio Leal, che la definisce come “la cubanía in persona”; mentre Pablo Milanes chiarisce la sua ammirazione e amicizia per questa donna.

Nel lavoro, Tete García Caturla e Xiomara Valdés ricordano i vecchi tempi quando facevano parte del quartetto D’Aida, e Santiago Alfonso ci parla di Omara con una tale profondità, come noto da sempre, per esserle stato vicino in ogni momento della sua vita.

Luis Carbonell appare nell’audiovisivo per riempire di lode, in maniera profonda, la carriera della Portuondo; intanto Rosa Fornés ne lusinga il suo stile nell’esprimere il sentimento di una canzone. Chucho Valdés dice grazie alla vita e alle opportunità di lavorare con Omara; José María Vitier ricorda la prima volta che sentì la sua voce, e Amaury Pérez ci definisce cosa significa questa diva della canzone per il mondo e per Cuba.

Ci sono anche altri che parlano delle loro impressioni su Omara come il regista Fernando Pérez, che alcuni anni fa ha prodotto un documentario; Àngel Díaz, fondatore del movimento del sentimento; Rodulfo Vaillant, presidente dell’Unione Degli Scrittori e Artisti di Cuba nella provincia di Santiago di Cuba; e Lázara Herrera, vedova di Santiago Àlvarez e direttore dell’ufficio che porta il nome del grande regista.

Secondo Lester Hamlet, il documentario “ è stato il risultato di un lavoro di quasi tre anni di indagini, e ricerche di archivio. Più complicato è stato riassumere una vita tanto intensa come quella di Omara in soli 90 minuti, però se questo risultato è stato raggiunto è grazie   al supporto dell’Oficina de Omara Portuondo, e l’Istituto Cubano della Musica, Montuno Producciones e la casa discografica Colibrí con la quale vede la luce questa audiovisiva.

Mi sento felice perché per la prima volta un documentario è stato realizzato da una casa discografica che arriva alle sale del cinema, questo dice molto fra la collaborazione fra le varie istituzioni. Pensiamo a Omara che ora è a Cuba per fare la presentazione, perché ha un’agenda fitta di impegni e speriamo nella sua presenza alla prima del documentario.

Quello che più mi impressiona, nella realizzazione del documentario, è far vedere che Omara è semplicemente se stessa, al di là delle grandi descrizioni che la definiscono “la sposa del sentimento” o “La Diva di Buena Vista Social Club”.  Commuove vedere come sia rimasta una persona umile e semplice in qualsiasi momento, niente ha potuto scalfire quella naturalezza che la contraddistingue”.

Da parte sua, Martha Bonet, direttore di Hummingbird, ha espresso la sua soddisfazione nell’accogliere un così bel progetto e ha ribadito che farà il possibile per vendere questo materiale il prima possibile, perché è un vero gioiello della storia della musica cubana.

Per Omara vi è stato un altro regalo: “Lo dico come Violeta Parra: Grazie alla vita che mi ha dato tanto. Mi sento molto felice di condividere questo momento con i miei tanti amici, perché sono amica di tutti i cubani, così loro vedono come vedo io. Non c’è niente di meglio per un artista di sentirsi amata, e così mi sento ovunque io vada”.

Accanto ad essa ho apprezzato il documentario e sono stato contento di vedere come sia rimasta sorpresa delle frasi che ho detto e con l’espressione degli altri sulla sua arte e la sua persona. Circondata dalla sua famiglia, suo figlio Ariel e sua nipote Drew, dicono come sempre molto chiaramente “ciò che serve per vivere sono i sorrisi”.

Si, Omara! Prima di tanta grandezza possiamo solo citare il titolo di uno dei tuoi dischi più recenti, e dirti Grazie! Grazie per questo immensa eredità artistica che è il nostro orgoglio.

 

Articolo scritto da Marino Luzardo il 13 febbraio 2015 e tratto da www.suenacubano.com.

Il link di riferimento è http://suenacubano.com/news/6d8ab222b3bc11e49ae23860774f33e8/omara-cuba/

Traduzione e adattamento a cura di Mariangela Bognolo per www.lasestereo.com .

 

22 febbraio 2015

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