apple store

Ma perche’ vi ostinate a chiamarla “salsa in linea”???

By Enzo Conte

Immaginate per un attimo se un italiano dicesse ad un cubano:” Tu balli la salsa in cerchio!” o ad un portoricano “Tu balli la salsa in linea!“.

Credo che sia il cubano che il portoricano come minimo si offenderebbero.

E come potrebbero non offendersi visto che attraverso il corpo esprimono una cultura.

Una cultura  che ha una radice profonda  che deriva dalla contradanza passando per la danza, il danzon, il danzonete, il mambo, il chachacha, il son, la rumba, il seis, l’aguinaldo, la bomba e la plena…

Ed allora perché ridurre tutto questo complesso processo evolutivo ad un cerchio ed ad una linea?

Solo per cercare di VENDERE meglio il prodotto?…

D’altra parte  “Chi per prima ha utilizzato l’imbarazzante termine SALSA IN LINEA?”

La riposta è facile! I primi ad utilizzare questo termine sono stati gli italiani, in particolare quelli che pur venendo dallo stile cubano, hanno finito o col mischiare un po’ di tutti gli stili o con  l’abbracciare lo stile Los Angeles ritrovandosi a fare una specie di “CUBANA IN LINEA” (caratterizzata da una serie infinita di figure, eseguite, invece che attraverso continui scambi di posto, su una linea retta).

La cosa paradossale è che, mentre nessuno propone corsi di salsa cubana, chiamandola “salsa in cerchio” o “salsa storta“, sempre più persone proprongono oggi corsi di “salsa in linea“.

Come mai, vi chiederete voi?

A me viene da pensare che l’intento di quei maestri che utilizzano questo termine (molti dei quali hanno magari imparato un po’ di portoricana, un po’ di New York ed un po’ di Los Angeles) sia quello di acchiappare una clientela più vasta, desiderosa magari di imparare qualcosa di diverso della più diffusa cubana ma, non particolarmente interessata ad un approfondimento specifico.

Sinceramente,  però, quando sento qualcuno pronunciare la parola “SALSA IN LINEA”  o addiritttura promozionare serate di “MUSICA IN LINEA” mi viene l’orticaria, e spesso mi assale un senso di tristezza.

Mi viene da chiedermi a cosa mi sono serviti i miei innumerevoli viaggi nei Caraibi, nell’America Latina e nell’isola tropicale di Manhattan? A cosa mi è servito studiare con i migliori maestri del mondo, a cosa mi è servito studiare la storia di quei popoli, la loro musica, i loro balli, le loro tradizioni?

A cosa mi è servito approfondire lo studio anche della bomba e della plena, andare nei locali alla moda come nelle feste patronali, soprattutto calarmi nella loro mentalità, capire i loro usi e costumi?

Non mi è servito a niente se poi qualcuno cerca di ingabbiarmi dentro “una linea”.

E’ tutto qui?….E’ solo questa la differenza. ad esempio, tra la salsa a sabor boricua e gli altri stili?…

Tanto vale allora ribadire ancora una volta (soprattutto a coloro che non ci sono mai stati) che a Puerto Rico, come a New York,  i ballerini locali non ballano solo ed esclusivamente sulla linea.

Al di là delle differenti chiavi espressive (salsa de la calle, salsa de salon, salsa de academia  o salsa show) utilizziano semmai tutti e quattro i punti cardinali e talvolta anche gli scambi di posto e figure in tondo come ad esempio “l’adios” (che i cubani utilizzano nella “rueda de casino”).

Oggi, in questa assurda epoca di globalizzazione, etichette come venezuelano, cubano, portoricano, New York Style o Los Angeles sembrano ormai fuori moda. Di conseguenza si cercando di trovare delle etichette sostitutive un po’ più generaliste, tipo “salsa in linea”.

E che vuol dire?…

Vuol dire che nel caso io dovessi prevalentemente utilizzare figure in linea, qualora ne dovessi fare una in cerchio potrei rischiare di vedermi arrivare d’improvviso un giudice di campo con tanto di cartellino giallo pronto ad ammonirmi:

Che cosa hai fatto mai? Ma come tu balli in linea ed adesso mi hai fatto una figura in cerchio?

Attenzione non farlo mai più perché al prossimo enchufla ti squalifico!…“.

Vedete voi stessi  l’assurdo a cui stiamo arrivando!…

A questo punto mi sa che più che ballerini ci dovremmo trasformare in geometri della salsa con tanto di squadra, righello e compasso, altrimenti corriamo il rischio di non riuscire più a ballare.

“IL BALLO NON HA PADRONI”,  una volta che il ballerino entra in pista è libero di fare quello che la sua fantasia gli ispira, sempre nel limite del rispetto della musica e della  ballerina che ha di fronte, che è, innanzi tutto, un essere umano e non un oggetto da utilizzare o strapazzare per il proprio esclusivo  piacere…

Se proprio vogliamo creare una distinzione dovremmo farla semmai tra chi balla CASINO e chi balla SALSA.

Infatti i cubani, fin dalla fine degli anni ’50, hanno chiamato il loro stile di ballo “CASINO” (termine che deriva dal locale in cui è nata questa particolare forma danzaria. Forma che deriva, a sua volta, dalla “rueda de chachacha”).

Siamo noi italiani che l’abbiamo chiamata “salsa cubana“, anche se i cubani non l’avevano mai chiamata così (non a caso a Cuba c’è chi ancora nega l’esistenza di un genere musicale chiamato “salsa”).

IIl paradosso attuale è che molti, nel tentativo di andare dietro gli altri, finiscono con l’abbracciare termini che sono di moda pur sapendo benissimo che sono  sbagliati.

Accettando supinamente questo termine “salsa in linea”, verrebbe da pensare che i cubani ballano “la vera salsa” mentre tutti gli altri sbagliano o sono “diversi” in quanto non ballano come dovrebbe essere ballata, ovvero in tondo.

Sappiamo bene che non è così, anche perché solo da poco a Cuba hanno cominciato (e parzialmente) ad accettare il termine salsa. Loro oggi preferiscono chiamarla timba. Non a caso nella maggior parte delle serate cubane che ci sono in giro, soprattutto nel nostro stivale, oggi si sente di tutto: timba, timbaton, cubaton, reggaetton, bachata e persino kizomba. La grande assente è proprio la salsa!!!

Ma alla fine, non sarebbe meglio  tornare a chiamare ogni cosa col suo vero nome senza per forza ridurre il tutto a linee e cerchi?…. I

IO BALLO SALSA. Punto. 😉

About Stefano Bognolo

Titolare Lasestereo latin web radio

Check Also

SALSA GORDA

LA SALSA GORDA

Un articolo di ENZO CONTE La salsa gorda e’ un genere che trova il suo …

Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE