L’ARTE DI INSEGNARE

Tratto dal libro “L’Arte di Insegnare” di Enzo Conte. Edizioni Salsa y Cultura
“Il ballo di coppia dovrebbe, almeno in teoria, facilitare la mescolanza delle persone, ma lo fa solo in quei soggetti desiderosi di trasgredire le logiche e le dinamiche di gruppo.
La passione per il ballo finisce inoltre con lo scatenare fenomeni di fanatismo che non facilitano certo la pacifica convivenza.
Alcune persone, infatti, cominciamo a sentirsi parte di una elite e si ritrovano col guardare dall’alto in basso gli appartenenti ai gruppi rivali, solo perché magari studiano con il pluri-decorato maestro Tizio.
In realtà, il problema delle divisioni è ancora più complesso perchè esse serpeggiano anche negli allievi della stessa scuola.
Spesso si scatenano, infatti, delle fortissime rivalità. Si formano così dei sottogruppi, delle triadi o delle coppie che alimentano fenomeni di competizione.
Un maestro completamente a digiuno delle dinamiche di gruppo, non solo è condannato in partenza a sperimentare sulla sua pelle l’oggettiva difficoltà “di fare gruppo”, ma andrà sicuramente incontro a situazioni devastanti come rivolte, ammutinamenti, abbandoni di massa se non addirittura scontri fisici tra gli stessi allievi.
A creare conflitto sono, di solito, le persone “disgreganti”, quelle che sgomitano pur di avere un posto in un oscuro palco di provincia, che amano stare sempre al centro dell’attenzione e che quando scoprono di non esserlo, abbandonano il gruppo, colpevole di non tributare loro quel doveroso omaggio che credono di meritare.
Purtroppo, molte volte siamo proprio noi maestri, con la nostra negligenza, ad avallare certi comportamenti. Le cose, infatti, non succedono quasi mai per caso. Alle volte, semplicemente, accadono perché siamo noi a permetterlo. Magari abbiamo degli allievi più bravi e per paura di perderli siamo disposti a chiudere gli occhi sulle loro intemperanze, senza renderci conto di stare coltivando dei potenziali nemici.
Quante volte succede, ad esempio, che un maestro, in presenza di un allievo particolarmente dotato, finisca con l’affidargli un posto come assistente, se non addirittura il comando di uno dei suoi tanti corsi per principianti?
E quante volte succede che quello stesso allievo, dopo un pò, credendosi ormai arrivato, non solo apra una propria scuola ma arrivi al punto di esortare i suoi ex compagni di corso a prendere lezioni da lui, ritrovandosi persino a sparlare o a criticare l’operato del vecchio maestro?…”

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