Il Mambo

Il Mambo:

Da quel lontano giorno del 1950 in cui il grande cantante cubano Benny Morè si chiese nella canzone da lui composta “Locas por el Mambo” chi fosse il padre del Mambo questo dilemma continua ad interessare decine di musicologi e migliaia di appassionati nel mondo intero.

Perez Prado
Secondo il testo della canzone questo merito andava riconosciuto a Perez Prado, in quel tempo stella di prima grandezza della musica latina nonchè direttore dell’orchestra in cui cantava Benny Morè. Nonostante questa tesi sembrò essere accettata negli anni come buona molti dubbi con il passar del tempo andarono ad incrinare l’attribuzione di questa contrastata paternità.

Con il tempo i padri presunti del Mambo si moltiplicarono colmando di confusione e di incertezza le origini di questo ritmo. I nomi degli artisti che ricorrono in questa diatriba sono soprattutto quelli di Perez Prado, Arsenio Rodriguez e dei fratelli Lopez. Lo stesso termine Mambo fu analizzato nel tentativo di meglio definire il concetto musicale. Varrà la pena di partire proprio da quì, attraverso le parole di alcuni studiosi e dei diretti protagonisti, per ripercorrere la storia del Mambo.

Benny Morè
La parola Mambo è di incerta etimologia anche se è indubbia la sua origine africana con riferimento al dialetto congo.
Secondo il musicologo Odilio Urfè il Palo Mambo è un ritmo di origine africana caduto in disuso. Arsenio Rodriguez approfondisce ulteriormente il senso musicale della parola dichiarando: “I discendenti dell’etnia congo suonano una musica chiamata ‘Tambor de yuca’. Nell’alternarsi delle voci dei cantanti che seguono il ritmo mi inspirai per creare la base del Mambo. Un cantante dice all’altro ‘Abre cuto güirí mambo’ che significa ‘Apri bene le orecchie e ascolta quello che sto per dirti’. L’idea mi venne per necessità; pensavo che unendo queste cose potesse venir fuori una musica interessante da ballare. Il primo brano che composi in questo stile fu ‘Yo soy Gangà’ nel 1938 ed il primo Diablo o Mambo che registrai fu ‘So caballo’ del 1943.”

Arsenio Rodriguez e la sua Band

Israel Cachao Lopez sostiene che la parola Mambo voleva dire storia, racconto e che era utilizzata in un contesto musicale allorchè si voleva intonare una storia cantata ad un bambino a modo di ninna nanna. Il suo utilizzo della parola nella sua composizione “Mambo” del 1937 sta a sottolineare la creazione di una nuova storia, una nuova sincopa nel danzon. Arcano era solito dire ai suoi musicisti “mil veces Mambo!” (Voglio mille Mambo!) chiedendo ai suoi musicisti di improvvisare.

Perez Prado non riconosceva nessun significato musicale alla parola e la utilizzo solo per convenzione. Il Mambo nello scorrere degli anni assunse nei suoi significati anche quello jazzistico soprattutto nello sviluppo strumentale che prese negli Stati Uniti. Per Tito Puente Latin Jazz era sinonimo di Mambo strumentale.

La storia del Mambo si fa unanimente risalire alla composizione “Mambo” dei fratelli Lopez composta nel 1937 quando entrambi militavano nell’ orchestra Arcano y sus Maravillas. Questa orchestra danzonera diede la possibilità ai fratelli Lopez di sperimentare con il Danzon introducendo nell’ultima parte dello stesso una variazione in forma di montuno che si ispirava a delle cellule ritmiche del son. Quasi contemporaneamente Arsenio Rodrigues introduceva anche lui nel Son un nuovo montuno che definì Diablo e che secondo molti studiosi portava in sè ulteriori sviluppi del Mambo. Negli anni seguenti con l’ avvento delle jazzband anche a Cuba altre orchestre sperimentano con il Mambo. Tra queste si distinse quella di Julio Cueva per gli arrangiamenti di Renè Hernandez. Un altro geniale musicista, il pianista Bebo Valdes già da tempo componeva Mambo. Poi arriva sulla scena Perez Prado che dal Messico trionfa con il suo Mambo che di fatto a partire da quel momento conquista il mondo.

Il Mambo poi avrà ancora un’altra interessantissima storia con il periodo del Palladium a New York grazie alle orchestre di Machito, Tito Puente e Tito Rodriguez. Quanti padri per una creatura!
Ora se volessimo far chiarezza dobbiamo porci alcune domande.
Chi e’ l’inventore un ritmo?
Dobbiamo accordarci sul significato della definizione. Per entrare nel dettaglio dobbiamo chiederci se il Mambo lo ha inventato:
1) Il primo che ha introdotto una cellula ritmica originale poi seguita da altri?
2) Il primo che ha composto un brano di Mambo classificandolo come tale?
3) Il primo che lo ha diffuso nelle forme che lo hanno reso popolare?
4) Colui che piu’si avvicina con le sue sonorita’ all’idea che ci siamo fatti del Mambo?
Andiamo con ordine.

Nella prima ipotesi il creatore del Mambo e’ Orestes Lopez che insieme a suo fratello Cachao introdusse nel Danzon una cellula ritmica originale. Nel 1937 i fratelli Lopez compongono “Mambo” il danzon de ritmo nuevo. In quell’ epoca militavano nell’ orchestra di Arcano dove componevano Danzon assieme a Felix Reina ed a Enrique Jorrin, il futuro inventore del cha cha cha. Ad una elementare logica musicale il brano “Mambo” di Orestes Lopez è un ritmo nuovo a tutti gli effetti poichè varia (oserei dire rivoluziona) l’ordine delle cose in una composizione. Cambiando l’intera ultima parte di un Danzon ed introducendo una cellula ritmica originale ha operato una variazione che ha ordinato la logica compositiva del Danzon in tutt’altra maniera. Non è un caso che a partire da quel momento nessuno più si sognò di continuare a comporre Danzon in maniera tradizionale e questo aprì la strada a tanti altri cambiamenti compreso il successivo avvento del Cha Cha Cha. Del resto se si analizza la storia della musica cubana ci si accorge che questa procede per cambiamenti o variazioni all’interno di forme aperte (Son, Danzon con tutti i loro derivati) e per combinazioni tra diversi generi e ritmi musicali. Creando il loro “Danzon de ritmo nuevo” i fratelli Lopez seppero anche introdurre la sincopa nella musica popolare cubana. Prima di loro, con l’eccezione delle cellule ritmiche del tresillo e del cinquillo nella Contradanza cubana, la musica presentava controtempo ma non sincopa.

Nella seconda ipotesi si potrebbe optare per Perez Prado poichè in molti sostengono che il brano dei fratelli Lopez era pur sempre classificato come Danzon. Un paio di considerazioni smontano questa ipotesi. Innanzitutto dobbiamo premettere che la storia della musica cubana ci fornisce esempi di come un ritmo nuovo non sia stato all’inizio chiamato con il suo vero nome apportato successivamente (emblematico e’ il caso del primo Cha cha cha “La enganadora” che venne classificato dal suo autore E. Jorrin come Rumba-Mambo). Con questa premessa possiamo anche cercare la prima composizione composta e registrata come Mambo ma sarebbe meglio seguire il nostro orecchio che ci indichera’quello che e’ Mambo da quello che non lo e’ avendo come parametro di riferimento la parte finale del brano “Mambo” dei fratelli Lopez. In secondo luogo, ma non meno importante, dobbiamo considerare che le prime composizioni di Perez Prado classificate come Mambo risalgono al 1949. Precedentemente nell’arco di tempo che va dal 1945 al 1947 sono rintracciabili composizioni classificate come Mambo e composizioni che sono dei Mambo a tutti gli effetti come ad esempio “Mambo n. 2” di Miguelito Valdes, “Rareza del siglo” di Bebo Valdes. Senza dimenticare il lavoro di Rene’ Hernandez e di Noro Morales o di Pupi Campo e Moncho Usera, insomma di quello che già era Mambo nell’ambiente musicale prima dell’avvento sulle scene di Perez Prado.

Il ballerino messicano Resortes
Il ballerino messicano Resortes
Nella terza ipotesi dobbiamo riconoscere che senza Perez Prado probabilmente oggi di Mambo non ne staremmo nemmeno a parlare. Fu lui che impersonifico’ meglio di chiunque altro la febbre del mambo negli anni 50. Il perche’ e’ presto detto: negli anni tra il 1949 ed il 1952 Prado arrivato in Messico partecipa ad una trentina di film che popolarizzarono incredibilmente i suoi Mambo. Era il periodo d’oro della cinematografia messicana ed i film che si rifacevano alla tradizione nordamericana del Musical imposero il Mambo. La bellezza della attrice Amalia Aguilar, le doti acrobatiche del gran ballerino messicano Resortes e la splendida musica di Perez Prado varcarono i confini del Messico grazie alla diffusione capillare della cinematografia messicana in tutto il continente americano. Non e’a caso che le major discografiche di quei tempi abbiano visto in Perez Prado il cavallo su cui puntare ed lo abbiano scelto come ambasciatore di quel ritmo. Non dimentichiamoci inoltre che la RCA Victor mise a disposizione di Perez Prado le più avanzate tecniche di incisione che portavano notevolmente in primo piano i fiati provocando una rivoluzione all’ascolto non indifferente. E’ un fenomeno comparabile alle tecniche di incisione del periodo della Salsa che tanto cambiarono anche quelle sonorità. Bisogna dire anche che Perez Prado popolarizzò un Mambo molto diverso da quello inventato da Cachao. Non poteva essere altrimenti: giova ricordare anche che fin dalla metà degli anni 40 il Mambo aveva due modalità compositive: il Mambo Kaen (lento) e il Mambo Batiri (veloce) con arrangiatori e compositori anteriori a Prado.

Tutte le orchestre di punta negli anni 40 sono orchestre formato Jazz bands con tre o quattro trombe che suonano all’ unisono e tanto di sax. Se devo fare un esempio indicherei l’orchestra di Julio Cueva come laboratorio di Mambo poichè il suo direttore aveva suonato con le orchestre americane di Jazz e conosceva il linguaggio del Jazz e seppe adattarlo ai ritmi cubani come anche fece più tardi Mario Bauza dando origine alla nascita del Latin Jazz. Da questa eredità e con queste influenze nasce il Mambo di Perez Prado. Non per questo possiamo però attribuirgli la paternità del Mambo poichè in ultima analisi Perez Prado non trasformò nessuna cellula ritmica e quello che innovò (il formato orchestrale ed il ritmo frenetico) non ha nulla a che vedere con la creazione di un ritmo. Se si prende una composizione in un determinato ritmo musicale e la si arrangia per orchestra o se ne fà un adattamento musicale che preveda altri strumenti cessa di essere quel ritmo lì? Del resto la patente di creatore del Mambo non gliela vollero mai riconoscere ne’ a Cuba ne’ a New York dove pure di Mambo se ne intendevano. Oltretutto se come è stato fatto notare il termine Mambo già esisteva perchè Perez Prado non avrebbe dato un nome diverso ad un ipotetico suo nuovo ritmo? L’unica spiegazione plausibile è che egli stesso si rendesse conto di inserirsi in una storia a lui precedente. Non è verosimile che abbia adottato il termine per cavalcare un successo commerciale che il Mambo ancora non aveva. Il successo del Mambo coincise con il suo periodo in Messico. Una ragione in più per scegliere un altro nome se avesse creato qualcosa di diverso.

Con la quarta ipotesi entriamo nel campo dell’opinabile poiche’ ognuno di noi puo’avere idee diverse al riguardo. Alcuni vedranno in Perez Prado il Re del Mambo ed altri lo vedranno in Tito Puente. Questione di sensibilita’ e di educazione all’ascolto. Pensate che negli Stati Uniti dove si divertivano e ancora si divertono ad appioppare corone e troni a questo e quell’artista in referendum popolari Tito Puente detronizzo’ Perez Prado come “Re del Mambo” nel 1956. Del resto cosa fu il Latin Jazz di Machito o di Tito Puente se non un Mambo strumentale?
Quali sono le sonorità del Mambo che più lo identificano?
La risposta potrà essere soggettiva ma non può prescindere dallo sviluppo storico e dalle evoluzioni musicali di un ritmo o genere. Anche se analizziamo il Son come per qualsiasi genere o ritmo musicale e’ difficile indicare le sonorità che lo identificano. Saranno quelle del trio Matamoros, di Arsenio Rodriguez o della Sonora Matancera? O di tutti assieme? Se dico questo è in realtà per meglio sottolineare come una cosa sia il ritmo ed altra cosa sia l’orchestrazione e gli arrangiamenti.

Per terminare vorrei riprendere l’argomento iniziale dell’articolo e più precisamente quello riguardante l’attribuzione della paternità del Mambo a Perez Prado da parte di Benny Morè in una celebre canzone da lui composta. E’ un fatto che Perez Prado mai più ebbe nella sua orchestra una stella di tale grandezza capace persino di oscurare la sua fama. Una cosa è certa: il sodalizio artistico durato poco più di un anno lanciò in orbita entrambi. Il perchè Benny Morè uscì o fu fatto uscire dall’ orchestra di Perez Prado non ci è dato di saperlo. Dopo di lui Perez Prado scelse un buon corista (Aurelio Yeyo Estrada) come cantante della sua orchestra per poi finalmente scegliere una via strumentale al suo mambo. Alcuni aneddoti raccontano che gli impresari dell’orchestra continuavano a venderla annunciando come cantante Benny Morè anche quando già era uscito dalla formazione. Di lì a poco Benny Morè entrò nell’ orchestra di Bebo Valdes uno dei primi a sperimentare con il Mambo (componendolo ed arrangiandolo) in un epoca precedente i tentativi di Perez Prado. Ancor dopo Benny Morè fonda la sua orchestra Gigante e tocca il suo punto più alto di espressione artistica e di successo popolare; Perez Prado al contrario intraprenderà negli anni seguenti una strada di inesorabile declino a cui non porrà rimedio con lo sterile moltiplicarsi delle sue effimere invenzioni attorno al Mambo. Questa storia dell’ inventore del Mambo provocò non poche amarezze a Perez Prado che non si vide mai riconoscere questo merito nè a Cuba nè a New York per precise ragioni storiche e musicologiche. Purtroppo per lui anche questa storia del “Re del Mambo” costò non pochi dispiaceri a Perez Prado. Il maggiore gli venne dal fratello che trasformò questa storia in una farsa da operetta. Trasferitosi in Italia Pantaleon Perez Prado si autonominò “Re del Mambo” e vendeva i suoi concerti spacciandosi per il fratello. Damaso Perez Prado si arrabbiò a tal punto che gli fece causa vincendola. Per uno scherzo del destino quando Pantaleon morì Damaso che gli sopravvisse dovette leggere su tutti i giornali che era morto il “Re del Mambo”.

Non vorrei entrare nelle congetture affermando che Benny Morè gli cantò a Perez Prado per ingraziarselo. Benny Morè era consapevole della sua grandezza. In definitiva trovo del tutto naturale che Benny Morè gli cantasse al suo direttore d’ orchestra in forma di omaggio. Non credo però che basti per dimostrare la paternità del Mambo.

Claudio Marucci

http://www.salsasocialclub.com/articoli/mambo_controverso.html

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