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Cosa spinge un dee jay a programmare un certo tipo di musica

Credo che oggi sia possibile dividere i dee jays in quattro categorie:
1) I cultori di questa musica. Persone che da anni collezionano dischi in vinile e cd, in quanto spinti da un profondo interesse non solo verso la salsa ma anche verso la cultura che essa esprime.
2) I tanti latino-americani che vivono nel nostro paese, alcuni di loro saliti in consolle proprio per proporre quella musica che li riporta maggiormente alle proprie origini
3) Quei tanti ragazzi che da semplici ballerini, spinti dall’entusiasmo e dalla voglia di sperimentarsi (alcune volte su richiesta dei loro stessi maestri, trasformatisi a loro volta in organizzatori) si sono trasformati, nel tempo, in deejays.
4) I deejay di professione, che fino a ieri lavoravano nelle discoteche di tendenza e che oggi trovano nella salsa una interessante opportunità di lavoro.

Di conseguenza mentre i dee jay della vecchia guardia cercheranno di variare sempre la loro proposta musicale, quelli che hanno conosciuto la salsa solo nel nuovo millennio una volta saliti in consolle saranno figli dei loro tempi. Avranno di conseguenza una mentalità più vicina al mondo delle discoteche.
Ecco spiegata la presunta necessità di mettere brani sempre nuovi o piuttosto recenti (magari cover di vecchi successi), di missare la salsa (cosa che nei paesi d’origine nessuno fa), di alterare addirittura la velocità dei brani per proporre una scaletta che non cambia mai da sera a sera ma che semmai cambia di mese in mese.

A questo punto ci sarebbe da domandare ai tanti dee jays oggi sul campo

1)Cosa vi spinge a programmare un certo tipo di musica piuttosto che un’altra?
La salsa è una musica senza tempo ma è evidente che per molti dee jays non sempre è così. Molti di loro si concentrano solo su un determinato periodo storico. Qui a Roma, ad esempio, la maggior parte dei dee jay incentra la propria scaletta solo sulle produzioni musicali uscite dopo il 2000, considerando quella antecedente una musica ormai vecchia, datata.
Parallelamente ci sono alcuni dee jay che si stanno specializzando sulla salsa vieja, arrivando però a boicottare un po’ tutta la musica prodotta nelle annate successive (sia essa cubana, portoricana , colombiana, dominicana, nuyorican o venezuelana).

2)Mettete la musica in perfetta autonomia oppure è il pubblico, se non proprio i gestori dei locali, a condizionarvi?

3)Il dee jay deve solo far divertire la gente oppure deve fare anche una sana divulgazione musicale?
La storia della salsa è costellata da alcuni classici che ogni latino-americano conosce a memoria ma che molti italiani non conoscono affatto. Mettere delle rarità, non è certamente una cosa deprecabile in sé, ma verrebbe da chiedersi: perché mettere il superfluo quando abbiamo ancora bisogno del necessario? E questo lo dico pensando proprio ad alcuni dee jay che continuano a proporci brani di sconosciuti band salsere e magari nulla di quelle orchestre che hanno fatto la storia della salsa.
Cos’è paura di essere troppo banali o troppo poco ricercati?….

4)La presenza di scuole e di ballerini con stili diversi complica il lavoro del dee jay?
La sensazione che ho è che siamo ormai arrivati a livelli di intolleranza inimmaginabili fino a qualche anno fa. Per cui se metti timba ti balla solo il 50%, se metti salsa l’altro 50%.
Altri dee jay poi si ostinano a mettere brani di salsaton o timbaton che però negli stessi luoghi di origine non hanno mai avuto questo grande successo. Un mio recente sondaggio dimostra che solo all’8% del pubblico italiano piace il salsaton. Allora perché insistere tanto? Solo perché bisogna per forza mettere delle novità?….

5)Come dovrebbe essere composta la scaletta ideale di una serata salsera?

6)Utilizzate una playlist o ad ogni serata cambiate la vostra scaletta?
Pur essendo la salsa una musica che ti dà infinite possibilità di scelta, la maggior parte dei dee jay ha di solito una sua scaletta fissa.
Mettiamo che in una serata un dee jay programma 50 brani. Ebbene da una serata all’altra, 30 brani sono sempre gli stessi (quasi una play list) Possono variare al massimo una ventina di brani.
Non sarebbe meglio mettere ogni volta almeno 40 brani diversi e tenere in scaletta solo i dieci più amati dal pubblico in quel dato periodo?
Dove sta scritto che il pubblico non apprezzerebbe ogni volta una scaletta diversa?

7) E’ possibile conciliare i diversi estremismi musicali?
La soluzione, secondo me, è nel trovare un tipo di musica che possa essere ballata in qualsiasi stile, senza eccessive complicazioni.
Intendo dire che se metti “Sonido Bestial” di Richie Ray e Bobby Cruz, solo una fetta di pubblico ballerà. Se metti “Gozando en Miami” della Charanga Habanera solo un’altra fetta di pubblico ballerà. Se metti invece “Se acabò el bembé” di Mario Ortiz & Ismael Miranda, oppure “Mi musica” di Havana de Primera, tutti balleranno senza alcuna difficoltà e senza per questo dover rinunciare alla qualità.

E’ qui, secondo me, che subentra la capacità e la bravura del dee jay che, in quanto esperto, deve essere in grado di valutare la ballabilità di un brano, senza farsi condizionare dai maestri o dalle minoranze rumorose…

Di Enzo Conte

About Stefano Bognolo

Titolare Lasestereo latin web radio

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